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CLIMATOLOGIA


"Temperatura Globale" di ©Michele Baccaro



La temperatura del pianeta negli ultimi 167 anni è cresciuta di circa 1.2°C, ma buona parte di questo aumento (0.8°C) si è verificato dopo il 1970.





La causa principale è l’immissione di gas serra in atmosfera (soprattutto anidride carbonica e metano) a causa delle attività umane. Nel primo grafico dell’immagine vediamo in nero la temperatura osservata tra il 1860 ed il 2012 ed in rosso e blu quella simulata dai modelli in assenza dei gas serra immessi dall’uomo: le due linee divergono in maniera sempre più evidente a partire dagli anni 60, senza l’attività umana avremmo ancora valori simili a quelli della seconda metà dall’800.
Nel secondo grafico vediamo invece le temperature osservate e le simulazioni dei modelli sommando i fattori di origine naturale e quelli antropici, con il risultato che le due linee combaciano fino al presente.





I fattori naturali che influenzano il clima sono principalmente l’attività solare, le variazioni orbitali della Terra e l’attività vulcanica.
I fattori umani sono l’emissione di gas serra che provocano un riscaldamento, l’emissione di aerosol che provocano un raffreddamento e l’aumento dell’albedo (radiazione riflessa) della superficie terrestre per via dell’uso dei suoli che provoca un raffreddamento.

Come abbiamo visto i fattori naturali non hanno provocato grosse variazioni se non temporanee per via delle eruzioni vulcaniche, mentre la presenza di un surplus di gas serra in atmosfera è andato a modificare il bilancio energetico del pianeta e rimarrà modificato fino a che questi gas non saranno stati riassorbiti. Inoltre abbiamo un riscaldamento nascosto dalla presenza di aerosol in sospensione sempre provocati dall’uso dei combustibili fossili, gli aerosol però hanno vita molto breve (una o due settimane) e quindi nel momento in cui si smettesse di bruciare i combustibili fossili la temperatura subirebbe un aumento piuttosto repentino a causa dell’aria più pulita. Probabilmente con la transizione graduale dal carbone/petrolio verso gas e rinnovabili questo effetto sarà più graduale.

Al momento molta incertezza sul forcing umano deriva proprio dagli aerosol. Nell’immagine sotto vediamo l’influenza dei vari fattori sul bilancio energetico del pianeta al 2011.

Le prime 4 righe indicano i principali gas serra, nell’ultima colonna abbiamo il livello di sicurezza su tali valori, vediamo che sono tutti alti (H) o molto alti (VH), nelle righe dalla 5 alla 7 abbiamo altri gas che hanno però durata breve ed effetti meno importanti, mentre nella riga 8 e 9 vediamo gli aerosol che portano verso un deciso raffreddamento, ma con molta incertezza su come questi interagiscano con le nubi, infatti è indicato un livello di sicurezza basso (L)

Sommando tutti i forcing di origine antropica al 2011 avevamo ben 2.29W/m² (con un certo margine di incertezza prevalentemente dovuto agli aerosol). Nel frattempo le concentrazioni di gas serra hanno continuato il loro aumento.






Il 2016 è stato l’anno più caldo da inizio rilevazioni, nella mappa sono riportate le anomalie sulla media 1951-1980 delle varie zone del pianeta. L’aumento della temperatura non è uguale in tutti i luoghi e presenta anche una notevole variabilità, specie quando andiamo a restringere il campo su singoli paesi o regioni.





La zona del Mediterraneo è soggetta ad un aumento più rapido rispetto alla media globale, soprattutto in estate, infatti la velocità di riscaldamento delle estati in Emilia Romagna è circa doppia rispetto a quella globale.

La zona più sensibile al riscaldamento è quella Artica dove la perdita di ghiaccio fa calare l’albedo con un maggiore assorbimento di calore nell’oceano che viene poi rilasciato durante l’autunno/inverno.

Il riscaldamento globale non prosegue in modo costante ma subisce delle variazioni di breve periodo legate alla variabilità naturale, per esempio alcuni pattern meteorologici possono favorire mesi con temperature medie globali più elevate o più basse, oppure fenomeni come el nino/la nina e le eruzioni vulcaniche hanno effetto su tempi che vanno da pochi mesi a qualche anno.

Di recente abbiamo avuto una serie di anni record, come visibile nel primo grafico, e al momento la TOP 3 degli anni più caldi dal primo al terzo è 2016, 2015 e 2014.

Nei prossimi mesi seguiremo l’evoluzione del 2017 che molto probabilmente finirà tra i 3 anni più caldi mai registrati.

Qui abbiamo la mappa con le anomalie di gennaio 2017 che ha visto la temperatura globale a +0.92°C rispetto alla media di riferimento 1951-1980, ovvero circa +1.18°C sul periodo pre-industriale (questo valore è quello a cui si fa riferimento negli accordi sul clima, come il recente accordo di Parigi dove ci si impegna a mantenere l’aumento ben al di sotto di 2°C, possibilmente 1.5°C).

Vediamo che le zone in cui il caldo si è fatto sentire sono soprattutto il Nord America, l’Asia e l’Artico, ma in generale gennaio 2017 è stato caldo ovunque tranne che sul Mediterraneo, l’unica regione ad avere anomalie negative piuttosto estese. A livello globale è stato il 3° gennaio più caldo:

  1. 2016
  2. 2007
  3. 2017




Il mese di febbraio ha visto un’anomalia di +1.10°C sulla 1951-1980, ovvero +1.36°C sul periodo pre-industriale. Sempre molto caldi il Nord America, l’Asia e L’Artico. Questa volta anche in Antartide ed in Europa le anomalie sono ben positive, rimane una zona piuttosto fredda tra la penisola arabica e l’Africa nord orientale. A livello globale è stato il 2° febbraio più caldo:

  1. 2016
  2. 2017
  3. 1998





Bellaria-Igea Marina, 31 Marzo 2017


a cura di Michele Baccaro socio ordinario MeteoBellaria - TUTTI I DIRITTI RISERVATI